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14 ottobre 2009, ore 20
CLAUDIO MORGANTI
UNA LETTURA DEL WOYZECK

Diciamo che il dire è sempre un tradimento del pensiero che è già di per sè surrogato dell'illuminazione. E diciamo che non c'è molto da dire: è una lettura.


La prima volta che lessi Woyzeck, ormai molti anni fa, fu come uno spaventoso immoto cataclisma.
Qualcuno, non ricordo chi, ha detto che la differenza fra la tragedia e il dramma consiste in quel che segue: è tragedia quando gli uomini non possono in alcun modo cambiare il corso degli eventi.
Il dramma, invece, potrebbe anche essere evitato.
Ecco. Nel Woyzeck svanisce l'algido tragico che si trasforma chimicamente nel sulfureo drammatico. Gli dèi precipitano dentro la terra e spaventano gli uomini semplici perché sono diventati "frà massoni".
Il "Woyzeck" di Buchner è ispirato ad un fatto di cronaca accaduto in Austria nei primi dell'ottocento. Fu il primo caso processuale in cui si parlò di "capacità di intendere e di volere".
Comunque, dopo tanto parlare, il fuciliere Friederich Johan Franz Woyzeck fu decapitato sulla piazza del mercato di Lipsia il 27 agosto 1824 (naturalmente per dare il buon esempio ai giovani).
Per poter indagare un testo nell'atto della lettura è necessario operare una" riduzione e adattamento" (come si diceva un tempo).
Buchner muore prima di dare una stesura definitiva del Woyzeck.
L'opera si presenta in quadri netti, separati, ogni scena ha la forza di un atto unico: qualunque sequenzialità delle scene, preserva la limpidezza e la linearità della"storia". Solo le grandi opere resistono alla "ri-scrittura"."Ri-scrivere" è un processo di studio, è analisi.

L'atto della lettura costringe a toccare le dinamiche dei rapporti tra i personaggi.
In questo caso ho privilegiato le scene a due .

 

WOYZECK (animazione)

Si tratta di un breve (15 minuti) video di animazione.
E' un altro studio su Woyzeck.
Comprendere un testo, riuscire, cioè, ad assumersi la totale responsabilità di ciò che un autore ha scritto, sentire di averne ottenuto una "delega", è impresa Chisciottesca.
Ma è ciò verso cui bisogna tendere, con tutti i mezzi di cui disponiamo.
Provare ad usare tecniche di altre discipline artistiche è fondamentale esercizio.
Il racconto per immagini (tra il fumetto e l'animazione) chiede di attuare una sintesi profonda, senza perdere di vista il "clima".
Questo video è realizzato interamente con immagini catturate da internet, lavorate secondo le tecniche di fotomontaggio e fotoritocco, assemblate grazie ad un semplicissimo programma di montaggio.
Le musiche del video sono stralci di un altro studio (musicale): "Woyzeck suite".
Claudio Morganti

 

Claudio Morganti. Formatosi presso la scuola del Teatro Stabile di Genova, allievo di Carlo Cecchi, nel 1979 forma con Alfonso Santagata la compagnia Santagata-Morganti, di cui ricordiamo ancora Katzenmacher, Büchner mon amour, Kaspar Hauser e la messa in scena de Il calapranzi di Harold Pinter con la regia dello stesso Cecchi (premio della critica e premio Ubu). Dal 1993 ha fondato una propria compagnia iniziando un percorso personale sull'opera di Shakespeare: Studio per il Riccardo III, Riccardo vs Amleto, Tempeste, La morte di Giulio Cesare, e l'ultimo, conclusivo allestimento integrale del Riccardo III, per la Biennale di Venezia 2000. Sempre nel 2000 è stato protagonista dell'Edipo Re, diretto da Mario Martone per il Teatro di Roma. Collabora con la Compagnia Campo Teatrale di Milano - Il pigiama di Macbeth - e la compagnia Alkestis di Cagliari - Il bicchiere della staffa, End, L'amara sorte del servo Gigi. Da diversi anni studia, insieme a un gruppo di lavoro composto da vari artisti della scena italiana, la drammaturgia del Woyzeck: è del 2008 il debutto di Scimmia (scritto da Rita Frongia) tratto dal testo di Büchner, oltre a una serie di letture per la scena dello stesso testo.

teatro san martino . via guglielmo oberdan, 25 . bologna