Nella storia che Shakespeare adattò da una novella di Giraldi Cinzio, solo Desdemona sembra innocente. Non lo è Iago, di certo, carico di odio, di invidia, di razzismo e di rifiuto di chi è diverso; e non lo è nemmeno Otello, vittima, sì, ma consenziente e quasi complice della sua stessa tragedia.
Otello & Iago, lo spettacolo visto da Alessandra Bedino
Ci sono tentazioni cui difficilmente si può resistere, come la proposta di Massimo Schuster di affrontare al suo fianco l'Otello di Shakespeare. Una proposta e insieme una triplice scommessa: interpretare il ruolo di Iago, utilizzare delle misteriose ‘teste di legno' e debuttare in francese.
A me piacciono troppo le sfide (teatrali s'intende) per rifiutare una proposta simile, specialmente in un momento come questo, in cui fare teatro in Italia sembra essere di per sé una scommessa contro il vuoto.
Da sempre nel mio lavoro sono quasi più interessata al percorso che conduce alla scena che non allo spettacolo in sé. L'incontro con Massimo Schuster è stato stimolante anche per questo, perché pur partendo dall'Otello di Shakespeare, il ‘nostro' Otello e Iago è uno spettacolo di creazione, che mescola generi, piani e segni diversi e che si è costruito giorno per giorno sulla scena. La scommessa reciproca, in un certo senso, è stata quella di incontrarsi in territori meno conosciuti: per me il teatro di figura, per Massimo il lavoro d'attore sul personaggio.
Per quanto mi riguarda, da tempo sono affascinata dal teatro di figura, non tanto come ‘genere' ma come linguaggio universale e potente che credo possa far fare un salto di livello al lavoro stesso dell'attore, sempre più indefinito e arbitrario. Dunque per me è stato un privilegio osservare da vicino la maestria di Massimo Schuster nel dar vita alle ‘teste di legno' che sono i nostri compagni di scena e, allo stesso tempo, avere avuto l'occasione di provarci io stessa sperimentando quanta tecnica e quanta sensibilità siano necessarie per mettersi davvero al servizio di qesti compagni di scena forse più esigenti degli attori.
Parallelamente alla mia ‘avventura', partecipo a quella di Massimo, che consiste forse proprio nel condividere dopo molto tempo il palcoscenico con un altro essere animato di vita propria: un'attrice, che per di più veste i panni di uno dei più odiosi personaggi maschili del teatro di tutti i tempi. Ma su questo, lascio la parola a lui....
Ho già interpretato ruoli maschili, e chissà perché erano sempre personaggi potenti, malefici e senza scrupoli... "Io non sono quello che sembro", dice Iago e dietro questa affermazione ci può stare tutto il teatro.
Alessandra Bedino
Ho incontrato Alessandra Bedino nell'ascensore di un teatro. Abbiamo salito due piani insieme. A posteriori, la metafora mi sembra divertente perché credo che questo lavoro fatto insieme, lei attrice e io marionettista, lei donna e io uomo, lei Iago e io Otello, qualche gradino l'abbia fatto salire ad entrambi.
All'inizio, come sempre, avevo solo idee vaghe sullo spettacolo da fare. Poi, giorno dopo giorno, scavando insieme dentro Shakespeare, abbiamo finito col tirar fuori qualcosa di altrettanto inconsueto per lei quanto per me, uno spettacolo formalmente diverso dai nostri precedenti, che è sembrato imporsi a noi per strade che non ci aspettavamo di percorrere. La nostra complicità, cresciuta prova dopo prova, ci ha spinti a sottolineare quella, molto più torbida, che da sempre mi colpisce nei personaggi di Otello e Iago. Certo, Iago è il cattivo per eccellenza, the villain per antonomasia, ma tutto il fiele di cui sembra intriso non potrebbe annegare Otello nell'orrore senza una sua stessa volontà di autodistruzione.
Lavorare con un'attrice della qualità di Alessandra è un privilegio. Per lei, come per me, non sembrano esistere barriere tra teatro d'attori e teatro di figura: esiste solo l'essere in scena insieme e la volontà di dare allo spettatore stimoli, divertimento e fonti di riflessione in grado di smuoverlo dall'inevitabile indifferenza nella quale il mondo odierno tende ad incastrarlo. È così, con naturalezza, che, imparando uno dall'altro, ci siamo trovati, lei a muovere marionette e io a dialogare con un'attrice in carne ed ossa. Sopra, dentro e tutt'attorno a noi, Shakespeare, con le sue battute folgoranti e appuntite come pugnali, con le sue intuizioni eterne che a distanza di secoli continuano a raccontarci le nostre vite. Massimo Schuster
Alessandra Bedino (Iago)
Dopo aver frequentato tre anni di scuola di recitazione presso il Piccolo Teatro di Arezzo, Alessandra Bedino, torinese di nascita, nell'83 si trasferisce a Roma, dove comincia a lavorare da professionista, frequentando per un anno la scuola di recitazione La Scaletta (con Antonio Diotaiuti, Tonino Pierfederici). Prosegue la sua formazione attoriale frequentando numerosi seminari e stages con attori e registi di grande spessore (Piero Sammataro, Antonio Neiwiller, Marisa Fabbri, Carlo Merlo, Carmelo Bene, Mario Ricci, Giuliano Vasilicò, Giancarlo Nanni, Carlo Cecchi, Luigi Maria Musati, Bruno De Franceschi e Alessandra Niccolini, José Sanchis Sinisterra, Franco Di Francescantonio, Pippo Delbono, Ugo Chiti, Maria Thais, Marcello Bartoli, Enrique Vargas). Nel corso degli anni ha lavorato anche con il Teatro di Rifredi, il Teatro della Limonaia e il Teatro Metastasio di Prato, oltre a collaborare in produzioni teatrali/musicali con musicisti come Claudia Bombardella e Andrea Chimenti. Non mancano collaborazioni anche con registi come Riccardo Sottili, Stefano Massini, Viktor Kramer, Maria Cassi e Angelo Savelli.
Per il teatro ha firmato le regie di molti spettacoli (La piena, dai racconti di Guido Conti, Il Natale di Harry di Steven Berkoff, Il catalogo di Jean Claude Carrière, Creatura di sabbia, adattamento dall'omonimo romanzo e da Notte fatale di Tahar Ben Jelloun, Pinocchio e il filo del cuore...Collodissimo di Jean Pierre Spilmont), vincendo il premio come miglior spettacolo nel 2008 con il testo La Russia dell'Uomo d'oro - storia di un padre e di migliaia di figli, messo in scena da Occupazioni Farsesche (Compagnia di Firenze con la quale collabora stabilmente dal '94 al 2009) in collaborazione con il Teatro Baltiskij Dom di San Pietroburgo, nell'ambito del Festival internazionale Meeting in Russia.
Oltre ad un florido curriculum teatrale, Alessandra Bedino ha recitato anche per il cinema diretta da registi come Federico Bondi, Davide Bini, M.E.Pacileo, F.Maraghini, Fabio Bianchi. Tuttora svolge attività di speakeraggio pubblicitario regionale e nazionale oltre che di doppiaggio di materiale video. Dal 2000, inoltre, è lettrice presso il Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana dei Ciechi e lavora parallelamente come operatrice teatrale, tenendo laboratori e conferenze spettacolo nelle scuole (elementari/superiori). Dal 2005 è insegnante di recitazione abilitata dall'Accademia Nazionale Silvio D'Amico per la preparazione dei giovani del progetto "Il Fiore del Teatro".
Massimo Schuster (Otello)
Dopo aver fatto parte per alcuni anni del Bread and Puppet Theatre di Peter Schumann, Massimo Schuster ha fondato il Théâtre de l'Arc-en-Terre nel 1975 in Provenza. Da allora i suoi spettacoli sono stati presentati in una sessantina di paesi del mondo, su quattro continenti (manca l'Oceania, ahimé...), partecipando in particolare a festival e rassegne come la Biennale di Venezia, il Festival d'Automne à Paris, il Singapore Festival of the Arts e manifestazioni varie a Stoccolma, Brasilia, New-York, Delhi, Johannesburg, Mosca, Berlino ecc.
Da molti anni ormai Schuster collabora per i suoi spettacoli con pittori, scultori e disegnatori che aprono al teatro di figura nuovi orizzonti. Oltre ai cinque spettacoli realizzati con Enrico Baj (Ubu re, Iliade, l'opera di Lorenzo Ferrero Le bleu-blanc-rouge et le noir, Roncisvalle! e il Mahabharata), ricordiamo I tre moschettieri, con il disegnatore Paolo D'altan, Il fungo, con il pittore e regista Joan Baixas, Un cappello di paglia di Firenze, con il pittore Hervé di Rosa e il fratello scultore Buddy Di Rosa, e L'ultimo guerriero (premio della critica 06/07 dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro) con lo scultore e regista Roberto Abbiati. Altre collaborazioni vi sono state con gli scrittori Anthony Burgess e Tzvetan Marangozov e con i compositori Gino Negri, Bogdan Dowlasz e Richard Harmelle.
Schuster ha anche firmato regie in Francia, Belgio, Bosnia Erzegovina, Polonia e Etiopia; ha diretto seminari in Italia, Francia, Brasile, Bulgaria, Slovacchia, Polonia, Portogallo, Kenya, Etiopia, Niger, Congo, Repubblica Dominicana; ha pubblicato numerosi articoli su riviste professionali e pubblicato alcuni libri, tra i quali Ave Marionnette e uno, di fotografia, sul Bread and Puppet Museum.
Pur mantenedo la sede della sua compagnia a Marsiglia, oggi vive in Toscana, isola felice.