Ogni gesto, ogni atto (sociale) per sua vocazione si traduce in un "atto iscritto". Quale allora la scrittura, la testualità di un evento effimero come il darsi del teatro? Come renderlo trasmissibile, visibile oltre la durata della performance? Come documentarlo? E, soprattutto, perchè produrne tracce?
Attraverso quattro pregiati libri d'arte, resoconti di realtà, progetti e attività teatrali o parateatrali, la materialità e l'effimero scenico vengono messi in stato di esposizione. Al di là del testo, oltre la pagina critica, lontano da scritture che da quella scena sono nutrite, ispirate, sprigionate.
L'unico allineamento che il teatro contempla è quello con l'immagine, che lo sintetizza, quando non lo libera, lo attesta, quando non lo immortala. Tra l'evento scenico e la sua immagine c'è un incontro di sguardi in un riflesso di morte e congelamento che trasforma e trasfigura la visione, la memoria di quanto si è visto e sentito.
Ecco allora riaffioranti, sopravvissuti i resti di quel teatro di cui si è pronti a far l'anatomia: il suo cadavere è in immagine, o meglio è immagine cadaverizzata, unta nel balsamo di cui ciascun medium intinge i suoi nuovi embrioni:
E se il cadavere è così rassomigliante, il fatto è che esso è, ad un certo punto, la rassomiglianza per eccellenza, completamente rassomiglianza,e che non è niente di più. È il simile, simile ad un grado assoluto, sconvolgente e meraviglioso. Ma a che cosa rassomiglia? A niente. È questa la ragione per cui ogni uomo vivo è, in fondo, ancora privo di somiglianza (Maurice Blanchot, Lo spazio letterario).
Più somigliante o irriconoscibile? Il documento è la traccia pura e il tradimento immediato. Nello stesso tempo. Eppure è l'unica possibilità di sopravvivenza. Silvia Mei
giovedì 25 febbraio, h 20
Città di Ebla e Gianluca "Naphtalina" Camporesi (a cura di)
PHARMAKOS Bergamo, Bolis Edizioni 2009
Intervengono gli autori Claudio Angelini-Città di Ebla, Gianluca "Naphtalina" Camporesi con Massimo Marino e Federica Muzzarelli
Le parti spettacolari sono state seguite da un fotografo, Gianluca "Naphta" Camporesi, che ha trasformato il progetto scenico attraverso il suo occhio in un progetto fotografico degno di vita autonoma e non rendicontale.
L'elemento centrale della pubblicazione riguarda quindi questa galleria visiva che è stata arricchita dagli scritti di tre docenti universitari che hanno incrociato Phramakos in maniera diversa ma, nei rispettivi casi, peculiare. Ciascuno di loro ha fornito preziosi elementi teorici al crescere e all'evolversi del progetto ed il loro testi, composti appositamente per questo libro, sono un ulteriore arricchimento che prosegue il gioco di rimandi e del doppio di cui la parola Pharmakos è foriera. Florinda Cambria, Alessandra Violi, Gianangelo Palo hanno lavorato ri-partendo dalle immagini di Gianluca per ri-affrontare tematiche e snodi che spesso hanno tratto origine, in forma scenica, proprio da precedenti contributi teorici dei docenti stessi.
Città di Ebla è un collettivo artistico teatrale formatosi nel 2004 a Forlì. Con i sui lavori scenici (Othello, Wunderkammer, progetto Pharmakos) arriva rapidamente alla ribalta della scena teatrale nazionale. Nel 2005 partecipa alla Biennale del Mediterraneo a Napoli; nel 2006 vince il Premio Casagrande con Pharmakos_Embrione quale miglior spettacolo nella rassegna di teatro emergente a Bologna; nel 2008 la Fondazione Pontedera Teatro produce la conclusione del progetto Pharmakos che debutta a Fabbrica Europa nel mese di maggio dello stesso anno. Il loro ultimo lavoro è La metamorfosi, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Franz Kafka.
giovedì 11 marzo, h 20
Virgilio Sieni (a cura di)
LA TRASMISSIONE DEL GESTO Firenze, Maschietto Editore 2009 - 16° volume della collana "IL GESTO"
Tavola rotonda con Carlo Cuppini, Eugenia Casini Ropa, Marco De Marinis, Andreina Di Brino, Rossella Mazzaglia, Franca Zagatti
Contenuti
Progetti e opere _ 2002>2007
Accademia sull'Arte del Gesto _ 2007>2010
Arte del Gesto nel Mediterraneo _ 2010>2013
I territori della Toscana _ 2010>2013
Un percorso iconografico attraverso un decennio di esperienze artistiche di Virgilio Sieni, tra opere realizzate, percorsi in progress e mappe progettuali fino al 2013.
Una serie di tavole-laboratorio traducono in immagini ed elaborazioni grafiche le tappe dei tragitti e i loro esiti, mettendo in luce relazioni, esplorazioni e trasferimenti.
Il libro delinea un arco che va dalle esperienze di residenza artistica della Compagnia Virgilio Sieni ai progetti sviluppati intorno a CANGO Cantieri Goldonetta Firenze fondato nel 2004, ai percorsi dell'Accademia sull'arte del gesto nata nel 2007, fino alle prime fasi del progetto internazionale che nel quadriennio 2010>2013 coinvolgerà città e territori del bacino del Mediterraneo.
Si apre una mappa e si intravede la possibilità di far coincidere vari luoghi. Il luogo del corpo diviene lo spazio dove è necessario incorporare altro da noi. Le cesure tra il corpo e lo spazio, tra la danza e i contesti abitativi, ci aiutano ad intraprendere un viaggio di apprendistato verso l'osservazione e l'ascolto. (Virgilio Sieni)
Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, è protagonista della danza contemporanea italiana dai primi anni '80. Si forma nella danza classica e contemporanea ad Amsterdam, New York e Tokyo ma il suo percorso comprende paralleli studi in arti visive, architettura, arti marziali. Nel 1983 fonda la compagnia Parco Butterfly, dal 1992 Compagnia Virgilio Sieni, attualmente una delle principali realtà coreografiche italiane. Ha collaborato con i maggiori Enti lirici ed istituzioni teatrali italiane, con stabili rapporti di produzione anche all'estero (tra cui Festival d'Avignon, Biennale de la Danse de Lyon, Scène Nationale di Marsiglia). Dal 2003 Virgilio Sieni dirige a Firenze CANGO Cantieri Goldonetta: uno spazio da lui ideato, all'interno di in un edificio storico dell'Oltrarno, attrezzato per le pratiche del corpo, l'ospitalità di artisti, la frequentazione e la visione, la ricerca sui linguaggi contemporanei dell'arte.
A partire dalle esperienze della Compagnia e di CANGO, nel 2007 Virgilio Sieni fonda l'Accademia sull'arte del gesto: un contesto innovativo finalizzato alla trasmissione delle pratiche artistiche e alla definizione di un nuovo rapporto tra formazione e produzione, rivolto sia a professionisti che a gruppi di neofiti della danza, dall'infanzia alla terza età.
Nel 2010 la Compagnia ha intrapreso un progetto quadriennale, su proposta del Theatre du Merlan Scène Nationale à Marseille e da Marseille 2013 Capitale europea della cultura, dal titolo "L'arte del gesto nel mediterraneo", un percorso che ha inizio proprio dalla città francese per investire alcuni luoghi simbolici del bacino del Mediterraneo.
L'Accademia sull'arte del gesto, fondata e diretta da Virgilio Sieni, nasce nel 2007 a Firenze, a partire dalle esperienze della Compagnia Virgilio Sieni e di CANGO Cantieri Goldonetta. Il suo scopo è dare vita a un nuovo contesto artistico rivolto alle pratiche del corpo, dove formazione, creazione, conoscenza, incontro, si fondono in un unico processo organico. Equipe di artisti, danzatori e coreografi seguono il lavoro di gruppi che incarnano il gesto attraverso le età.
"Il Gesto"
Insieme all'Accademia nasce la collana "il Gesto", diretta da Virgilio Sieni, con la collaborazione di Maschietto Editore: un progetto editoriale che esprime il senso dei percorsi realizzati con una serie regolare di pubblicazioni artistiche.
domenica 25 aprile, h 20
Adriano Zamperini (a cura di)
TEATRINO CLANDESTINO: PROGETTO MILGRAM Napoli, Liguori 2008 (libro+DVD)
Intervengono Adriano Zamperini, Teatrino Clandestino, Jonny Costantino, Piersandra Di Matteo, Chiara Lagani
La relazione di potere tra autorità e subordinato. Un rapporto di dominio ma anche di resistenza. Lo studio che meglio ha saputo indagare tra le sue pieghe, mostrandoci risvolti inquietanti, è quello di Stanley Milgram sull'obbedienza all'autorità. E per capire quel che succede bisogna andare là dove si cessa di essere ingenui. Nel confronto diretto con l'autorità. Dobbiamo tornare davanti al generatore di corrente di Milgram. Per scagliare ben oltre i perimetri di un laboratorio di psicologia le sue schegge di conoscenza. Sin dentro la vita.
Psicologia sociale e teatro, mescolando saperi, pratiche e esperienze, intraprendono un viaggio nella profondità dei rapporti umani, alla scoperta di giacimenti emotivi nascosti. Un percorso che, dopo due spettacoli - Il fantasma dentro la macchina e L'alba di un torturatore - giunge a compimento con un libro e il film Mesmer-Vacuum. Una lunga discesa nelle viscere dell'umanità per poi risalire nel mondo che condividiamo con altri. Sperando di saper resistere all'ipnosi dell'autorità. Una resistenza che sappia farsi r(i)esistenza. Risvegliandoci dal narcotico torpore del sonnambulismo esistenziale.
Il progetto è realizzato in co-produzione con Centrale Fies e Provincia di Bologna-Assessorato alla Cultura. Il film fa parte di un considerevole progetto editoriale Teatrino Clandestino: Progetto Milgram, a cura di Adriano Zamperini, studioso degli esperimenti di Stanley Milgram e già protagonista dell'intervista che diede vita nel 2005 allo spettacolo Il fantasma dentro la macchina, prima tappa del Progetto Milgram che ha impegnato la compagnia in due anni di indagine e studio, con una seconda tappa nello spettacolo L'alba di un torturatore.
Girato nel settembre 2007 presso la centrale elettrica di Fies (Trento), sede del Drodesera Festival che ha ospitato la compagnia in residenza, il film è già stato presentato in anteprima al Festival Norderzoon di Groningen (Olanda) e al Circuito Off di Venezia.
Adriano Zamperini è professore di Psicologia sociale e di Relazioni interpersonali nei contesti organizzativi presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova. Fra le sue ultime pubblicazioni: Psicologia dell'inerzia e della solidarietà (2001), Psicologia sociale (2002), Prigioni della mente (2004), L'indifferenza (2007).
Teatrino Clandestino nasce per volontà di Fiorenza Menni e Pietro Babina nel 1990 a Bologna, dove basa tutt'ora la sua attività produttiva. Riconosciuta internazionalmente come una delle compagnie di riferimento della scena teatrale contemporanea, Teatrino Clandestino fonda la sua poetica sulla spinta ad indagare il linguaggio del teatro, di comprenderne le necessità, i confini, e le possibili metamorfosi. La validità artistica della compagnia nell'ambito del teatro di innovazione italiano e internazionale è da anni dimostrata dalla presenza delle sue opere in importanti festival e teatri nazionali e internazionali (Festival d'Automne di Parigi; Biennale di Venezia; Kunsten Festival des Arts, Bruxelles; Mercat de las Flors, Barcellona; Sophiensaele, Berlino; Festival Santiago a Mil, Santiago del Cile; Romaeuropa Festival, Roma; Vie, Modena; Santarcangelo dei Teatri, Santarcangelo di Romagna; Festival delle Colline Torinesi, Torino; e molti altri) ma anche dal sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Bologna e della Provincia di Bologna. Nel 2008 Teatrino Clandestino conquista una nuova sede nel centro di Bologna, a cui dà il nome Sì, atelier e luogo di produzione per i prossimi anni. La compagnia vanta inoltre numerosi riconoscimenti tra cui il premio Bartolucci 1996, il Premio Speciale Ubu 2000, il Premio Lo Straniero 2003, il Premio Vetrine ETI, il Premio Riccione TTV Concorso Italia, il Premio speciale Ubu 2003, il Premio Eleonora Duse 2007. Segni Particolari: Una Croce Rossa.
domenica 23 maggio, h 20
Jacopo Lanteri (a cura di)
IPERSCENE 2 Roma, Editoria e Spettacolo 2009
Tavola rotonda con Teatro Sotterraneo, Pathosformel, Dewey Dell, Sonia Brunelli/Barokthegreat, Paolo Ruffini, Cristina Valenti, Fabio Acca, Silvia Fanti, Marco Villari
"Per un teatro pop, per un teatro rock, per un teatro punk!" è una dichiarazione di Babilonia Teatri, gruppo presente in queste pagine assieme a Teatro Sotterraneo, Ambra Senatore, Sonia Brunelli, Pathosformel, Muta Imago e Dewey Dell, che potrebbe essere assunta quasi a manifesto generazionale. Se solo, forse, si potesse parlare ancora di generazione... "Iperscene 2" prosegue nella strada indicata dal precedente volume, con l'analisi e l'approfondimento del lavoro di alcune giovani compagnie della scena della ricerca italiana, oggi più prolifica che mai. Un viaggio in un paesaggio mutevole e puntiforme, animato da forti contraddizioni e da altrettanti punti di assonanza. Una fotografia di classe che ritrae un istante di vita fermo tra passato e futuro.
Jacopo Lanteri è curatore indipendente di arti sceniche dopo una laurea al DAMS di Bologna. Negli anni ha collaborato con numerosi festival e riviste specializzate fra cui: Art'O, Exibart.com, Santarcangelo 07 - International Festival of the Arts, Bassano Opera Estate Festival/B.Motion, F.I.S.Co. - Festival Internazionale dello Spettacolo Contemporaneo di Bologna. Ha diretto il festival Vent'anni (2007) a San Daniele del Friuli e la rassegna EXTRA - Visioni dal Nord Est (2008) a Udine. Nel 2009 cura il volume Iperscene 2, edito da Editoria & Spettacolo. È l'ideatore e il coordinatore del progetto Hoop (www.hoop-lab.com).