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1 | 6 febbraio 2010


MAESTRI

 

Nella convinzione che il Teatro sia parola al plurale e interpretando la cultura come ricchezza che viene delle differenze, la nostra programmazione andrà quest'anno a completare la proposta di stagione 2009 | 2010 con un progetto intitolato MAESTRI.
Accanto e parallelamente agli appuntamenti che dal 14 ottobre 2009 al 22 maggio 2010, saranno firmati da Claudio Morganti, Michele Sinisi e Teatro Minimo, Kinkaleri, Cosmesi, Fabrizio Favale, Roberto Bacci e la Compagnia Laboratorio Pontedera Teatro, I sacchi di sabbia, Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Teatro delle Ariette, Maurizio Lupinelli e Nerval Teatro, Teatro delle Apparizioni, Pathosformel, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Théâtre de l'arc-en-terre, Teatro Sotterraneo e Compagnia Monaco/Acca, oltre, naturalmente, a Libero Fortebraccio Teatro, abbiamo il piacere di presentare un'occasione importante di relazione e crescita comune.
Un progetto interno alla stagione, in essa contenuto, ma fuori da questa, satellite per certi versi e, contemporaneamente, pianeta fondamentale intorno al quale può girare il nostro fare e pensare teatro.
In calendario nella prima settimana di febbraio, il progetto prevede quattro appuntamenti pomeridiani di quattro ore ciascuno con registi teatrali tra i più importanti della nostra storia recente e contemporanea: Peter Stein, Chiara Guidi, Romeo Castellucci e Luca Ronconi.
Quattro lezioni, a tema libero, nei contenuti e nella forma, perché crediamo che la scelta che andranno ad operare gli illustri ospiti sarà già in grado di raccontarci l'occasione di questi appuntamenti, sia da un punto di vista squisitamente didattico che, più in generale, da un punto di vista culturale.
L'integrazione tra quanto programmato, il ponte possibile che congiunge tutte le distanze tra gli artisti sopra citati, è quanto pensiamo debba sollecitare la direzione artistica di un teatro come il nostro, che non può e non vuole programmare per gusto o selezione, ma "ad invito".
Tutti gli artisti coinvolti partecipano a questa direzione scegliendo loro, in piena autonomia con che cosa o in che modo presentarsi al pubblico.
Le lezioni sono parte della stessa sostanza e proiezioni della stessa dimensione, necessarie l'una all'altra per la loro forma di autonomia e reciprocità, come anche le "serate d'onore" da noi proposte all'interno di "bé_bolognaestate09" hanno contribuito a dimostrare.
Le serate intitolate a Roberto Herlitzka, Elisabetta Pozzi, Mascia Musy, Ermanna Montanari, Maddalena Crippa, Eugenio Allegri, Sandro Lombardi e Pippo Delbono, nel periodo giugno - agosto 2009, hanno acquistato senso nella totalità del progetto, esaltando quanto ognuno di loro, da solo, ha proposto.
I quattro appuntamenti previsti ora, sono eventi unici e irripetibili, al contempo "in dialogo" tra di loro attraverso noi e quanto saremo in grado, dal confronto, di apprendere e conservare. Roberto Latini

 

 

Lezioni di  

 

1 febbraio     PETER STEIN

"Qualche appunto sulla tragedia greca. Orestea - Medea - Elettra - Edipo".

 

 

3 febbraio     CHIARA GUIDI Socìetas Raffaello Sanzio

Relazione sulla verità retrograda della voce

Sto raffinando una tecnica vocale basata sull'imitazione di tutto quello che è possibile udire con orecchio umano, senza distinzioni.La vastità enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte.
La tecnica l'ho chiamata "molecolare", perché soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. La piallatura culturale ed emotiva operata su tutte le inflessioni e i significati della voce umana, colloca quest'ultima accanto a tutte le frequenze del suono.
Tutte le emissioni sonore dell'universo, attive o passive, si trovano così sullo stesso piano, come materie grezze da osservare freddamente. Il vocabolario si arricchisce di nuove parole e la scala melodica oratoria riproduce voci tratte dalle più piccole particelle sonore della terra. Qui ha inizio il cammino a ritroso verso la verità della voce umana, e verso la potenza classica della parola.
Al Teatro San Martino di Bologna, leggerò un racconto sulla pratica vocale di tipo molecolare; mostrerò le connessioni di tipo sinfonico con alcuni brani musicali; infine proporrò un esercizio collettivo per chi voglia provare immediatamente l'orientamento della tecnica che sto raffinando.


    4 febbraio    ROMEO CASTELLUCCI Socìetas Raffaello Sanzio  

Proiezione integrale di Inferno, Purgatorio e Paradiso (Avignone 2008)

ore 15 - proiezione, Inferno (1h36)
ore 17 - lezione di Romeo Castellucci
ore 21 - proiezione, Purgatorio (1h13)
a seguire proiezione, Paradiso (4')


Relazione sulla Divina Commedia.

Ho alcune cose da dire.

Il teatro che cerco e che pratico non è mai una lettura o un commento al pre-esistente. Cerco una completa presenza, cerco delle linee di forza a partire dalla materia, e con queste muovo la leva delle emozioni.
La Divina Commedia è un progetto impossibile. La grandezza del libro eccede il letterario e, teatralmente parlando, lo fa girare a vuoto. Ma è attraverso l'impossibile che posso procurarmi ogni possibile. Sì, tutto il possibile può prender corpo e può darmi tutta la libertà nella forma sensibile dell'errore, ché la diritta via era smarrita. Ma l'errore trova la sua forza in rapporto al vincolo di una legge che gli si oppone, di un limite universalmente riconosciuto. La forza senza legge non ha forma ma solo intensità e durata. Il limite ora è, per me, la Divina Commedia.
Essere Dante, in questo senso. Assumere il suo atteggiamento come all'inizio di un viaggio nell'ignoto. Dire l'Opera come se non fosse mai stata scritta, mai detta. Assumersi questa responsabilità: assumere questa totale esposizione al ridicolo.
Bisogna fare Dante, essere Dante e non la sua Opera.
Il viaggio incomincia con l'idea del peccato - la selva oscura - dell'artista. E quale sarebbe il peccato o la caduta dell'artista? La sua opera? Fare un'opera significa perdersi nell'oscurità? o produrre oscurità? Questa oscurità porta alla luce? E come fa, se è vero? Perché Dante, all'inizio del suo viaggio, si trova in mezzo a una foresta nera? Così... senza alcun motivo... senza che ne sappiamo niente... Un punto che non trova alcuna giustificazione. E' il punto di partenza di ogni opera d'arte: non c'è alcun motivo.

 

 

6 febbraio     LUCA RONCONI

 


> ingresso gratuito

> posti limitati . prenotazione obbligatoria 051.7459369 / 335.1997983




teatro san martino . via guglielmo oberdan, 25 . bologna