eventi > MAESTRI 01 | 06 febbraio 2010

M A E S T R I

1 | 6 febbraio 2010


I edizione

 

 

1 febbraio 2010
PETER STEIN
Una "lezione" sulla tragedia greca come pensiero originario intorno al teatro, con cui confrontarsi ancora oggi. Un punto di partenza imprescindibile, che ci interroga non su semplici "tecniche" o "modalità" bensì sulle questioni primarie che riguardano l'uomo. Un colloquio costante a cui non ci si può sottrarre, data la maniera propriamente "teatrale" in cui la tragedia pone le domande. Come si inscena, ad esempio, la necessità politica di seppellire un fratello?
Peter Stein ripercorre le tappe fondamentali dell'arte alla base della nostra civiltà mostrandoci come leggere i testi classici ben oltre gli psicologismi, accompagnandoci in un'avventura che sa essere davvero "universale", al di là del tempo e dello spazio.


3 febbraio 2010
CHIARA GUIDI
Più che una semplice "lezione" un vero e proprio laboratorio in cui tutto il pubblico è stato invitato ad esperire sul proprio corpo le potenzialità magmatiche ed evocative della voce. La voce, campo di indagine a cui Chiara Guidi di Socìetas Raffaello Sanzio ha dedicato molta parte della sua ricerca, viene proposta come elemento quasi "materico". Una ricca gamma di brani accompagna la scoperta di questa nuova prospettiva, in cui il pubblico viene coinvolto attraverso esercizi corali di grande impatto. Dai canti dell'oriente a quelli africani, dai gorgoglii di uccelli esotici a pezzi elettronici, fino a registrazioni amplificate di suoni quotidiani: sonorità inusuali volte a esemplificare come tutto, nel mondo, sia voce e come tale sia quindi luogo di esplorazione in cui un attore può entrare per studiare, saccheggiare, replicare.


4 febbraio 2010
ROMEO CASTELLUCCI
Il regista della Socìetas Raffaello Sanzio presenta la sua trilogia dantesca basata sulla "Commedia" offrendo al pubblico la proiezione di "Inferno", "Paradiso" e "Purgatorio": un'opera composita e complessa parlando della quale Castellucci, quasi timidamente, traccia un abbozzo di poetica esplicita. L'importanza delle relazioni con lo spazio e con il pubblico, la divisione opera d'arte-artista, l'assenza di "maestri", il carico di violenza sotteso al quotidiano, insieme a una rosa di dettagli biografici legati ai suoi lavori, sono solo alcuni dei temi abbozzati durante la "lezione" e in qualche modo completati dalla visione degli spettacoli proposti (nella versione presentata al festival di Avignone).


6 febbraio 2010
LUCA RONCONI
Quasi mezzo secolo di teatro raccontato da chi lo ha vissuto per intero: per un breve periodo come attore e quindi come uno tra i più significativi registi del nostro tempo. Il teatro come luogo in cui vivere e che proprio dai luoghi prende la sua ispirazione. Ronconi, anche attraverso brani di filmati tratti da suoi passati lavori teatrali, indica come sia lo spazio fisico quasi a "invocare" lo spettacolo che può contenere. Per parlare dell'infinito allora ecco come i magazzini della Scala di Milano si trasformano in un albergo in cui infiniti ospiti possono essere contenuti. Solo uno dei molti esempi che il "Maestro" ha raccontato, in un colloquio con il critico Gianfranco Capitta che ha fatto transitare gli astanti, con leggerezza e generosità, in una storia avvincente che è tassello significativo della storia del teatro italiano.

 



teatro san martino . via guglielmo oberdan, 25 . bologna